| Pratola Peligna ha una popolazione di circa 8.000 abitanti. Confina a nord con Roccacasale e Corfinio, ad est con Salle, a sud con Sulmona e Prezza, ad ovest con Raiano. Il territorio, di circa 2.350 ettari, e' bagnato dal fiume Sagittario, che nasce dal monte Godi, con il nome Tasso, si getta nel lago di Scanno e riappare sotto Villalago; attraversa la superba e selvaggia valle, che ne porta il nome, una delle piu' belle dell'Abruzzo, e si distende nella Valle Peligna. Era conosciuto nell'antichit con il nome di Flaturnum e di Frigidum Deve il nome all'impetuosit delle acque, solo di recente imbrigliate e disciplinate. |
| La storia di Pratola, le cui origini risalgono alla fine del primo millennio, e' strettamente collegata con quella dell'Ordine dei Celestini: nel 1294 Carlo II D'Angio' dono' Pratola, con tutte le pertinenze e con tutte le chiese a Celestino V, appena eletto papa, e per lui al suo ordine .1 celestini esercitarono il loro potere ,non solo religioso, ma anche temporale, in tutto il territorio fino al 13-2-1807, quando Napoleone I aboli' il feudalesimo, sciolse l'ordine dei Celestini e la maggior parte degli altri ordini religiosi . Le cose notevoli di Pratola sono il Santuario della Madonna della Libera, il borgo di Dentro La Terra 7 il primitivo agglomerato urbano, con il Castello De Petris, che attualmente ospita le "Suore Pie della Presentazione di Maria SS. al Tempio ". Interessante il rione Schiavonia e l'attiguo complesso, monumento nazionale 7 delle due chiese della Madonna delle Grazie e della Pieta', recentemente riportata alla primitiva bellezza, con il restauro del gruppo di Terrecotte, conosciuta con il nome di "Sette Marie". Di notevole valore artistico e storico le due fontane monumentali di Piazza Garibaldi e della Piazza della Madonna della Libera e la Chiesa di S.Pietro Celestino, chiesa matrice, con l'attigua Chiesa della Trinita' . Fondamentale ancora oggi e' l'agricoltura: il vino Montepulciano, cerasuolo e fermentato, il bianco di Monte Elverio (Montaleve'reje), il fagiolo (il cannellino bianco: la quarantene'lle ) e l'aglio rosso, che si presenta in ripresa, sono gli apprezzati, caratteristici prodotti dell'economia paesana . Pratola ha dato i natali ad illustri personaggi: Antonio De Nino, Amedeo Tedeschi, Panfilo Tedeschi, Onia Ortensi, Arnaldo Lucci e tanti altri . Le feste civili sono raggruppate nel mese di agosto, con " L'agosto pratolano ", e a settembre con la sagra dell'uva e del vino, che, purtroppo non viene realizzata tutti gli anni . Notevole il Museo della Civiltà Contadina, allestita nei locali del Molino dei Celestini, funzionante fino agli anni sessanta, meta di turisti e, soprattutto, di scolaresche, aperto tutto l'anno . Le feste religiose sono quelle della Madonna della Libera, di S. Antonio da Padova, della SS. Trinità e del Sacramento. |
| La primitiva chiesa fu ampliata nel 1587 poiche' i pellegrini accorrevano numerosi e, finalmente Nell'anno 1851 fu eretto il maestoso Santuario, che oggi ammiriamo, poiche' nel tempo l'affluenza e la devozione dei pellegrini erano diventati sempre piu' coinvolgenti e la vecchia chiesa era ormai insufficiente . Esso, oggi, ospita altre all'originaria miracolosa immagine della Madonna, il quadro di S. Antonio, famosa opera di Teofilo Patini, e notevoli affreschi dello stesso pittore, che portano anche la firma del nostro illustre concittadino Amedeo Tedeschi, buone opere di Ferdinando Palmerio (L' Ultima Cena - 1869 - e Il mistero Trinitario - 1872 ), oltre all'interpretazione dell'Apocalisse - 1720 - di Domenico Gizzoni di Roccacasale, celebrati sono gli stucchi dei fratelli Feneziani ,che lasciarono la loro impronta non solo nel Santuario, ma anche in numerosi edifici civili. I festeggiamenti solenni culminano nella prima domenica di maggio, ma si susseguono durante tutta la settimana, in onore della Madonna della Libera . |
| Momento di grande emozione e'
l'esposizione solenne del sabato mattina: la statua
sembra librarsi nell'aria, sulla testa dei fedeli, come a
protezione, e solenne e commovente si innalza il coro dei
fedeli "Madonna della Libera, aiutaci", fra le
lacrime di commozione dei presenti, credenti e non. La
domenica si svolge la solenne processione attrverso le
principali vie del paese e nei caratteristici medievali
vicoli del rione Schiavonia. I festeggiamenti si
concludono la domenica sera con il tradizionale concerto
bandistico in Piazza Garibaldio, anche se nella
susseguente settimana, fino all'Ottava, ci sono
interessanti manifestazioni religiose, civili e
culturali. L'autore: Prof. Panfilo Petrella |