Provincia di L’Aquila.     600 m. slm. 
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Incantevole paese, circondato dal verde dei boschi di quercia ed immerso nella natura incontaminata, è stato costruito su uno sperone di roccia tra i monti Bufame e Pietre Fitte; quest’ultimo chiamato volgarmente Morrone.

Ha di una bellissima vista delle creste rocciose del Sirente ed ai suoi piedi si apre una stupenda valle chiamata Valle di Acciano nella quale scorre il fiume Aterno.

La sua origine risale ai tempi remoti e qualcuno la vuole longobarda.

Molto probabilmente Acciano fu costruito intorno al VII sec. dai superstiti dei centri abitati di Campo Valentino, in territorio di Molina Aterno, e da quelli di S. Lorenzo e Fontecupa come borgo fortificato.

Acciano offre ai visitatori scorci caratteristici nel suo centro storico.

Da vedere la chiesa parrocchiale intitolata a S. Pietro, padre della amata patrona S. Petronilla, del XVI sec. e l’oratorio di Maria SS. Addolorata, il maestoso Palazzo Galli del XV sec., la chiesa della Madonna delle Grazie del X- XV sec. e la chiesa di S. Petronilla del XII- XVI sec.

Caratteristiche sono le cantine di Acciano scavate nella roccia; alcune di esse si sovrappongono mentre qualche altra attraversa il paese da una parte all’altra.

Fino a qualche ventennio fa la principale coltivazione era la vite che per il tipo di vitigno, Montepulciano, per il tipo di terreno, per l’esposizione che per il clima produceva un’uva speciale dalla quale si otteneva il miglior vino della provincia dell’Aquila, e non solo di questa.

Le uve accianesi per il loro particolare pregio erano acquistate oltre che dai commercianti della provincia anche da quelli delle provincie settentrionali che da quelli stranieri.

In alcune cantine si può ancora ammirare una grossa pietra cilindrica, di raggio ed altezza diversa, chiamata volgarmente “ pinnerone “ che, nei tempi antichi, serviva a spremere le vinacce. Detta pietra si usava in tempi più antichi del torchio di legno e testimonia come in Acciano si è da sempre coltivato la vite.

Attualmente in Acciano le vigne rimaste servono a soddisfare solo il fabbisogno familiare ma il vino che se ne ricava, come già detto, non teme rivali particolarmente in Abruzzo ed in Italia in generale ed è questo vino che il visitatore berrà alla VII Festa del Vino.